SEO on-page: 15 suggerimenti per il posizionamento sui motori di ricerca

SEO on-page: 15 suggerimenti per il posizionamento sui motori di ricerca

Oggi parliamo di SEO. Nello specifico di SEO on-page, e di alcuni suggerimenti per i primi passi nell’ottimizzazione del proprio posizionamento su Google.
Lo spunto per questo tema proviene dalle domande che spesso ricevo da amici e conoscenti non “addetti ai lavori” riguardo al mondo dei motori di ricerca e al loro funzionamento. Tra le più gettonate ci sono da sempre “ma cos’è questo benedetto SEO?” e “come faccio a risultare per primo su Google col mio sito?”. Provo quindi a proporvi una sintesi dell’argomento, che benché parziale e senza alcuna pretesa, possa risultare utile a chi ha un’attività o una presenza in rete ed è interessato a capirne un pochino di più.

Cos’è la SEO?

SEO – ovvero Search Engine Optimization – è l’attività di ottimizzazione che viene posta in essere affinché un sito web (di qualunque genere: un e-Commerce, un blog tematico, un sito aziendale o personale) sia trovabile più facilmente a seguito di una specifica ricerca su Google o su un altro motore.

SEO on-page e off-page

L’attività SEO è suddivisa in due macro-aree: l’ottimizzazione on-page, che attiene a ciò che si può fare all’interno del sito, e l’ottimizzazione off-page che riguarda invece ciò che è possibile implementare all’esterno dello stesso.

SEO: Fattori Off-Page e On-Page

Entrambe queste macro-aree della SEO sono importanti per raggiungere l’obiettivo del posizionamento, pertanto la strategia più efficace richiederebbe un approccio integrato. Tuttavia con il post di oggi ci occupiamo della sola SEO on-page, rimandando a un secondo momento la parte successiva.

15 fattori SEO on-page per un miglior posizionamento

Sono diversi i fattori di cui tener conto e gli accorgimenti da mettere in pratica che possono favorire il posizionamento all’interno dei motori di ricerca; vediamo quali sono secondo me i 15 più importanti.

1. URL SEO-friendly

L’URL della pagina (ovvero l’indirizzo che vedete nella barra del browser) che vogliamo posizionare deve essere breve e contenere le principali parole chiave (può essere anche una) che l’utente immetterà per trovare il nostro contenuto sul motore di ricerca. Quindi se vogliamo posizionare una pagina che racconta le caratteristiche tecniche di una macchina rastrematrice automatica denominata “XYZ”, una buona scelta sarebbe un link come il seguente:

http://www.tuaazienda.it/macchine/rastrematrice-automatica-xyz.html

In sostanza, per rendere più chiaro a Google di cosa parlerà la pagina che abbiamo scelto, facilitiamogli il compito evitando di mostrare un URL priva di significato, farcita di incomprensibili parametri alfanumerici. Probabilmente questo accorgimento è fra tutti quello che negli ultimi anni ha perso più peso nella determinazione del ranking da parte del motore di ricerca, ma rimane estremamente vantaggioso per aumentare il clickthrough rate. Una cosiddetta “URL parlante” infatti genera maggiore tranquillità e consapevolezza nell’utente circa la pagina a cui approderà una volta cliccato.

Anatomia dell'URL SEO friendly

2. Il tag TITLE

E’ riconosciuto come uno tra i fattori SEO più cruciale. E’ bene che al suo interno non solo sia presente la parola chiave principale, ma che essa sia proprio la prima espressione. Il contenuto del tag TITLE non deve superare i 70 caratteri circa. Occorre essere quindi sintentici e non dimenticare che nella maggior parte dei casi esso sarà utilizzato dal motore di ricerca come titolo nello “snippet” nella pagina risultato (oltre ad essere il titolo visualizzato dall’utente nel tab del browser e il titolo della pagina quando viene aggiunta ai preferiti).

Il tag TITLE nei risultati di Google

Altra cosa molto importante: deve essere unico, ovvero ciascuna pagina del vostro sito deve avere un tag TITLE diverso.

3. Metatag Description

La lunghezza ottimale della meta descrizione è 155 caratteri ed essa fornisce una descrizione concisa del contenuto della pagina che viene (quasi sempre, ma non necessariamente) utilizzata dal motore di ricerca come anteprima nelle SERP (Search Engine Result Page). Non è però fondamentale ai fini del posizionamento perché i motori di ricerca preferiscono analizzare tutto il contenuto della pagina e comprendere grazie ad esso l’argomento trattato. Tuttavia la meta descrizione ha una funzione ugualmente rilevante in termini di efficacia nell’ottimizzazione sui motori di ricerca, proprio perché fornisce la breve descrizione che viene usata come anteprima: bisogna scriverla in modo che sia convincente e che induca il visitatore a cliccare. Occorre fare un utilizzo delle parole chiave e del testo in una combinazione che assicuri l’utente che troverà ciò che sta cercando.

La meta descrizione nei risultati di Google

Ricordate: anche la meta descrizione, come detto poco fa per il tag TITLE, deve essere diversa per ciascuna pagina del vostro sito.

Tip: per controllare di non avere tag TITLE e meta description duplicate, registra il tuo sito sugli Strumenti per Webmaster di Google (Webmaster Tools) e guarda in: Aspetto della ricerca > Miglioramenti HTML.

4. L’importanza della parola chiave

La parola chiave con cui vogliamo posizionare la pagina è il contenuto più importante, per questa ragione la dovremo ritrovare nel testo un numero di volte che sia proporzionale al contenuto, non artificioso (ovvero all’interno di frasi di senso compiuto e dall’alto valore semantico) e che risulti il più naturale possibile, per permettere all’utente di comprendere al meglio l’argomento trattato. È importante che compaia nella parte iniziale del testo, diciamo tra le prime 100 / 150 parole della pagina, così che Google – ma soprattutto il lettore – comprendano qual è il tema trattato.

5. Heading tag

La struttura gerarchica degli heading tagGli Heading tag, ovvero <h1>, <h2>, <h3>, ecc., sono tag HTML che hanno lo scopo di marcare i titoli e i sottotitoli nella pagina. E’ importante che all’interno di una pagina vi sia un solo <h1> (titolo principale) e che in esso vi sia la parola chiave con cui vogliamo posizionarci. Gli heading tag di minor importanza (<h2>, <h3>, ecc.) sono utili per dichiarare i titoli dei capitoli o dei paragrafi o delle sezioni che compongono il contenuto, e per segnalare quindi la struttura gerarchica degli argomenti trattati.

6. Multimedia

Google presta sempre più attenzione all’interazione tra utenti, pertanto un buon consiglio è corredare il testo con immagini, video, infografiche, diagrammi, che hanno il vantaggio di ridurre la frequenza di rimbalzo (il numero di utenti che subito dopo essere approdati sulla nostra pagina, lascia il sito), aumentare il tempo trascorso sulla pagina e che spesso fanno la differenza tra decidere di condividere o di non condividere quel contenuto con i propri amici. La qualità del testo è fondamentale, ma a volte una bella foto vale più di mille parole 😉

7. Alt text e filename immagine

A proposito di immagini, ricordiamoci che Google non analizza solo il testo contenuto nella pagina ma anche altri fattori, come per esempio:

  • l’alternate text (attributo ALT) collegato all’immagine, che ha lo scopo di fornire un’indicazione testuale alternativa quando essa non può essere caricata;
  • il filename dell’immagine.

Anche con essi il motore valuta la pertinenza del contenuto, quindi ricordiamoci sempre di riempire l’ALT e di non lasciare i nomi dei file delle immagini così come li imposta la macchina fotografica.

8. Outbound links

Ovvero i link in uscita dalla nostra pagina. Sono utili a Google per comprendere meglio l’argomento purché siano pertinenti, cioè che non siano artificiosi e fuori tema. Per una maggiore efficacia è sempre bene che essi siano i più autorevoli possibile: linkare a una pagina di Wikipedia o all’articolo di un quotidiano online può premiare di più rispetto al collegamento verso una risorsa poco autorevole.

9. Velocità di caricamento

L’esperienza utente ha una grande rilevanza per il motore di Mountain View; è stato dichiarato che uno dei fattori che impatta maggiormente sul posizionamento è la velocità di caricamento della pagina. Una pagina che si carica lentamente crea disaffezione: uno studio di Munchweb ha infatti evidenziato che il 75% dei visitatori non è disposto a tornare su un sito web che impiega più di 4 secondi a caricare la pagina. Le soluzioni in questo caso sono per esempio:

  • comprimere il codice HTML e i fogli di stile;
  • comprimere le immagini;
  • passare a un hosting più veloce;
  • migliorare le prestazioni degli script lato server;
  • limitare il più possibile l’uso di script e librerie lato client.

10. Modificatori del titolo

Aggiungere al titolo dei modificatori testuali (come “guida”, “suggerimenti”, “recensione”, “2015”, “migliore”) permette di intercettare le versioni cosiddette long tail della parola chiave principale con la quale intendete posizionare la pagina: molti utenti tendono infatti ad utilizzare questi modificatori per affinare la loro ricerca.

11. Condivisione Social

La possibilità di condivisione sta assumendo un ruolo sempre più rilevante negli algoritmi di ranking dei motori di ricerca. Ciò accade poiché le azioni sui social media generano visibilità che a sua volta genera link in ingresso. E’ quindi importante favorire questi segnali inserendo i pulsanti di condivisione social.

Da uno studio condotto da BrightEdge è emerso che i pulsanti di condivisione dei social networks più utilizzati (Facebook e Twitter) sono in grado di aumentare la condivisione del 700%.

12. Contenuti lunghi

Uno studio di settore condotto da SerpIQ.com ha evidenziato invece che le pagine che offrono un contenuto più lungo si posizionano meglio di altre connotate da un contenuto più breve. Pertanto il suggerimento se si intende posizionare una pagina per una keyword più “competitiva” è di scrivere almeno 1.500-2.000 parole. Senza dimenticare la qualità, ovviamente.

13. Attenzione alla frequenza di rimbalzo

Uno degli aspetti che Google tiene sotto controllo di una pagina web è la già citata frequenza di rimbalzo, che esprime quante volte sul totale delle visite iniziate proprio da quella pagina, gli utenti finiscono per abbandonare subito il sito. Per il motore rappresenta uno degli indicatori della qualità del contenuto e del sito stesso. Per ridurre il rimbalzo è possibile:

  • aggiungere link interni ad altre risorse del sito;
  • produrre un contenuto più attraente e interessante;
  • offrire un design del sito più pulito e piacevole.

14. LSI Keywords

Le parole chiave LSI (Latent Semantic Indexing) sono in sostanza i sinonimi della parola chiave principale, che Google utilizza per determinare la rilevanza della pagina e possibilmente anche la sua qualità. Un buon consiglio è farne uso nel modo più naturale possibile per arricchire il contenuto e aiutare il motore ad individuare con maggior precisione il tema trattato. Per trovare keywords LSI è possibile:

15. Mobile first

Ultima ma non per importanza, la questione mobile. Da 21 aprile scorso, dopo un annuncio ufficiale apparso a febbraio, Google ha applicato un update del suo algoritmo che tiene conto delle caratteristiche mobile-friendly di un sito come fattore di ranking mobile. Considerando che ormai, in media, smartphone e tablet rappresentano il 50% dei device da cui si naviga il web, direi che la questione non è più rimandabile o sottovalutabile. E’ necessario pensare e progettare i siti e le pagine web in modo che siano fruibili in termini di esperienza utente anche su schermi piccoli. E’ possibile farlo attraverso due alternative di progettazione:

  • doppia versione, una per desktop e una per mobile, che viene servita all’utente in base al device che adotta;
  • sito responsivo, ovvero in grado di adattarsi in termini di leggibilità, usabilità e più in generale di esperienza utente, a tutte le dimensioni di schermo.

Quindi il suggerimento è: se vogliamo posizionare sui motori di ricerca la nostra pagina anche per ricerche effettuate da mobile (ricordiamolo, la metà del totale), allora è necessario che la sviluppiamo mobile-friendly.

 

Ho cercato di fare una panoramica rapida, sicuramente non esaustiva e non dettagliata, dei fattori SEO on-page più importanti, nella speranza che possano rappresentare una buona base di partenza per capire meglio come fare per migliorare il posizionamento di una pagina o di un sito sui motori di ricerca. Volete approfondire? Avete dubbi o domande? Scriveteci e commentate!

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[immagini da a-ali.com, moz.com]

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